
di Andrea Gualchierotti
Dietro la chioma bionda di Gaia Riva si nasconde qualcosa in più dell’immagine di aspirante pop star cui potrebbe capitare di associarla. Anzi, Gaia ha uno spirito ostico riguardo quelle che sembrano le tappe obbligate di chi aspira a farsi strada nel music biz.
Artista nostrana, ha da poco presentato il suo nuovo Ep Tutto cade (pt1), che è l’anticipazione del suo secondo full lenght di prossima uscita, un lavoro pop rock energico, felicemente spontaneo, e che prova a lasciarsi alle spalle alcuni dei luoghi comuni di casa nostra.
E cosa c’è di più inconsueto che rifiutare il contratto con una major? Beh, Gaia l’ha fatto, dicendo di no alla Sony, che aveva già pubblicato il suo primo singolo One qualche anno, per poi decidere di proseguire su una strada tutta sua. Una scelta inconsueta, su cui vale al pena di investigare.
Per un’infinità di aspiranti cantanti il contratto con una grande casa discografica è il sogno della vita, e tu invece hai addirittura rinunciato: come mai?
Se c’è una cosa che non amo, sono i vincoli: mi piace scegliere e decidere autonomamente, e in una major spesso le dimensioni sono tali per cui questo è impossibile. Piuttosto che continuare a sentirmi ingabbiata in qualcosa che non mi apparteneva, ho preferito rischiare il tutto per tutto e ripartire con un progetto che fosse su misura per me e per quello che realmente avevo in testa.
Ma a questo punto del tuo cammino allora come si presenta Gaia Riva?
Beh, credo di essere prima di tutto una persona creativa, anche se questo significa che a volte finisco per essere molto complicata e perfino contraddittoria. E poi sono una cantante, anche se mi divido fra fin troppe passioni, fra cui la grafica e il disegno. Non riesco a fissarmi solo su una cosa, nè mi piace legarmi ad un unico interesse…anche perché in realtà mi annoio facilmente. Questo non significa però che la musica non sia la cosa in cui butto più energia, anzi, ora come ora mi assorbe totalmente.
Come mai hai deciso di dividere in due parti il tuo nuovo disco?
Spesso i dischi sono buttati alla deriva, one shot e via, sperando che vada bene, ma penso sia più saggio lavorare nel lungo periodo, avendo così più chances di farsi conoscere e apprezzare. Il pubblico ha bisogno di più di un richiamo per conoscerti o ricordarsi di te.
Nei tuoi brani, e proprio nella title track, parli spesso di sentimenti, ma cos’è l’amore per te?
Beh,l’amore per me è una vera e propria utopia.. per certi versi è il mio cruccio. Tutti ne parlano, ma credo di non aver mai conosciuto questa passione così travolgente che molti descrivono….però non è un problema per me ammetterlo. Sono molto concentrata su me stessa, quasi narcisista a volte, e così impegnata in quello che faccio, che l’amore non rientra fra i miei pensieri principali. Brutta cosa da dire, ma è così.
E’ vero che a molte tue canzoni hai associato dei colori e dei profumi?
Sì. Diciamo che cerco di ricreare una sorta di sinestesia, un qualcosa di vagamente psichedelico: quando scrivo lo faccio sopratutto per immagini, e mi viene naturale attribuire a certi brani quelle sensazioni e quei colori grazie ai quale li ho creati. In questo senso ogni canzone è veramente unica.
Oggi per le nuove leve della musica sembra che i talent in tv siano quasi una strada obbligata, che però funziona…
Che funzioni o meno, mi interessa poco: personalmente non parteciperei mai ad un talent. Potrò sembrare snob, ma proprio non sarebbe la mia dimensione, o forse semplicemente non mi piacciono. Oggi i talent hanno monopolizzato molto di quello che gira intorno alla musica, e non credo affatto sia positivo, nonostante alcuni successi attuali. Anche in questo caso però, preferisco pensare solo alla mia di musica: ho la mia strada, e mi interessa seguire soltanto quella!